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La Storia

Nascosto tra i rilievi di Monte Maggiore, protetto da una costellazione di rilievi collinari e montani, Pontelatone è separato dalla piana del Basso Volturno, dalla dorsale del Monte Raggeto (dominato dal Monastero di Maria SS. di Gerusalemme, costruito sui  ruderi di una Chiesa romanica dai Padri Servi di Maria agli inizi  del XVI secolo), con i rilievi di Monte Castellone la Colla - (olim  avamposto sannitico) Ragazzano e Monte Pozzillo, estese  propaggini sud occidentale del Monte Maggiore che costituiscono  la cosidetta “catena dei Monti Gallicola”.

In direzione nord - occidentale la conca di Pontelatone è chiusa dalla catena del Monte Serrone, ricca di vegetazione boschiva, mentre a settentrione insiste lo sbarramento di Monte Friento, attorno al quale sono distribuiti i borghi di Casalicchio, Savignano e Treglia. Ad Oriente insistono la collinetta di Monte Fallano e Monte Nizzola  ( olim avamposto sannitico).

Sorto intorno al X secolo, in seguito alle incursioni saraceniche, che provocarono tra l’altro la  distruzione dei villaggi di S. Maria a Pietro, Iovinella e Centura, Pontelatone fu con il suo territorio  sobborgo dell’antica Trebula Balineense, città della Repubblica Campana.

Sorto, dunque, come  centro fortificato, di cui restano tuttora orme visive della cinta muraria e di un poderoso mastio cilindrico, Pontelatone fu feudo posseduto dalla famiglia “ Montefuscolo dal 1189 al 1262, anno in cui fu incoronato da Re Carlo D’Angiò alla città di Capua dopo la vittoria di Tagliacozzo.  Sotto Re Carlo II D’Angiò fu feudo della famiglia Rogosia di Dragoni. Dal 1301 passò a Tommaso Marzano, grande ammiraglio del regno, il quale nel 1321, per fronteggiare gli imminenti attacchi degli Aragonesi, riprese e fortificò il Castello, tanto da farlo divenire un vero e proprio baluardo.

Nel 1462 fu assediato da Re Ferrante D’Aragona, per aver Marco Della Ratta, signore di Pontelatone, aderito insieme al cugino Marino Marzano alla rivolta dei Baroni.

Resistette Pontelatone, grazie soprattutto ai suoi profondi valloni e alle alte rupi, tanto che Re Ferrante dovette abbandonare l’impresa e concentrare le sue truppe a Capua.

Sconfitto, successivamente, Marino Marzano, il Re Aragonese  affidò Pontelatone a Diomede Carafa.

Sotto questo Conte, Pontelatone conobbe i fasti dell’architettura catalana d’influenza gotica o,  come sostiene il Rosi, di “pura fattura rinascimentale napoletana”. Fu sede notarile della Baronia di  Formicola e centro direzionale, grazie soprattutto per la presenza del Principe che abitava nel suo palazzo di fronte alla torre cilindrica. Divenuto Marchesato nel 1612, Pontelatone mantenne questo fregio fino al 1806, anno in cui, dichiarata decaduta la feudalità da Giuseppe Bonaparte, entrò a far Parte dei Comuni del Regno.

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